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Paramount taglia 16 miliardi dopo l’acquisizione di Warner Bros: a rischio la divisione videogiochi

di ilplatinatore ·

Paramount taglia 16 miliardi dopo l'acquisizione di Warner Bros: a rischio la divisione videogiochi

L’acquisizione di Warner Bros da parte di Paramount Global segna un terremoto finanziario senza precedenti per l’industria dell’intrattenimento, ma le scosse di assestamento potrebbero devastare la forza lavoro in modo irreparabile. Secondo quanto rivelato da Ted Sarandos, CEO di Netflix, in una recente intervista a Bloomberg, il piano industriale alla base della fusione si regge su una strategia di Paramount Warner Bros videogiochi estremamente aggressiva e preoccupante. Si parla infatti di una riduzione dei costi operativi per una cifra monstre di 16 miliardi di dollari, da attuare drasticamente entro i prossimi 18 mesi. Una prospettiva che getta un’ombra inquietante e pesante sul futuro di migliaia di dipendenti, specialmente nei settori creativi e produttivi che sono il cuore pulsante dell’azienda.

Il destino dei team di sviluppo come Rocksteady e Avalanche

La divisione gaming di Warner Bros si trova sfortunatamente nell’occhio del ciclone. Nonostante il trionfo commerciale di Hogwarts Legacy, sviluppato con maestria da Avalanche Software, il publisher ha faticato a trovare stabilità con altri progetti recenti ad alto budget. Il flop critico e commerciale di Suicide Squad: Kill the Justice League di Rocksteady Studios ha evidenziato le enormi difficoltà nel gestire i service game, rendendo la divisione un bersaglio fin troppo facile per la spending review. I licenziamenti industria gaming sono stati una costante dolorosa dell’ultimo biennio, ma questa operazione potrebbe ridefinire la scala dei tagli a un livello mai visto.

Sarandos ha sottolineato come le voci di spesa più significative nei bilanci Warner siano proprio legate al personale umano coinvolto nelle produzioni. Questo suggerisce che Paramount potrebbe non limitarsi a chiudere progetti non ancora annunciati, ma potrebbe intervenire direttamente sulla struttura organica degli studi, accorpando team storici o riducendo drasticamente gli organici di software house come TT Games e NetherRealm Studios. La preoccupazione maggiore è che la logica puramente finanziaria possa soffocare la creatività necessaria per competere in un mercato videoludico sempre più spietato e innovativo.

I retroscena della trattativa e il ritiro di Netflix

La scalata a Warner Bros è stata tutt’altro che pacifica e lineare. Netflix aveva inizialmente messo sul piatto un’offerta complessa, composta da un mix di contanti e azioni, mirata specificamente agli asset cinematografici e videoludici di pregio. Paramount ha però risposto con una prova di forza, offrendo 31 dollari per azione interamente cash per rilevare l’intero gruppo senza smembramenti. Di fronte a questa mossa decisa, il colosso dello streaming ha preferito ritirarsi dalla corsa, incassando una penale di rottura di 2,8 miliardi di dollari. Le dichiarazioni di Sarandos suonano come un avvertimento agli investitori: la sostenibilità dell’offerta Paramount dipende interamente dalla capacità di effettuare questi tagli da 16 miliardi.

Senza questa “macelleria sociale”, i conti della nuova entità potrebbero non tornare. L’operazione gode di appoggi politici importanti, ma dovrà comunque superare il vaglio delle autorità antitrust globali, che potrebbero vedere di cattivo occhio una tale concentrazione di potere mediatico e la conseguente riduzione della forza lavoro. La nascita di questo nuovo conglomerato mediale cambierà per sempre gli equilibri del mercato. Resta solo da vedere quanto sarà alto il prezzo umano di questa operazione targata Paramount Warner Bros videogiochi nei prossimi mesi.